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Il matrimonio gay è ancora un argomento estremamente spinoso per tutte le chiese del mondo. La Chiesa cattolica è una delle chiese che si oppone con più decisione e fermezza alla celebrazione dei matrimoni gay, mentre altre chiese, meno diffuse e meno potenti, hanno deciso di approvare i matrimoni religiosi tra persone dello stesso sesso.

La situazione generale è ancora in divenire, ma come stanno oggi le cose?

Matrimonio Gay religioso: in quali paesi si fa?

Bisogna sottolineare che le cerimonie religiose per coppie omosessuali sono quasi sempre modellate sulla base della ritualità per coppie eterosessuali e si discostano da essa soltanto per lo stretto indispensabile. Detto questo, per celebrare un matrimonio gay religioso basta trovare una chiesa che preveda questo tipo di celebrazione.

Come già accennato, il matrimonio omosessuale in una chiesa cristiano cattolica non può essere celebrato.

Questo naturalmente non implica che, se in un determinato paese ci sono chiese diverse da quella cattolica, due coniugi gay non possano essere regolarmente sposati con un diverso rito religioso senza spostarsi dal paese in questione.

Nello specifico il matrimonio omosessuale nella chiesa Valdese è celebrato regolarmente, dal momento che la chiesa valdese è una chiesa di derivazione luterana, cioè protestante.

La chiesa protestante riconosce come unici due sacramenti il battesimo e l’eucaristia, mentre gli altri, come matrimonio, cresima ed estrema unzione sono considerati semplici benedizioni, non dotate di un valore equiparabile a quello di un sacramento. La chiesa Valdese è attiva anche in Italia: è la comunità protestante più antica del nostro paese. Ne deriva che due persone omosessuali di fede valdese possono sposarsi in Italia con rito civile, come previsto dalla legge, e successivamente possono sposarsi con rito religioso nella loro chiesa di appartenenza.

Tra le chiese nazionali protestanti che hanno approvato e che celebrano regolarmente unioni gay ci sono la chiesa svedese, norvegese e danese, la chiesa luterana austriaca e la chiesa evangelica svizzera.

Anche la religione buddista consente di celebrare matrimoni omosessuali: il primo matrimonio omosessuale buddista è stato celebrato ormai quasi 10 anni fa e più precisamente nel 2012 a Taiwan. Tra l’altro il buddismo approva la celebrazione del matrimonio tra una persona buddista e una persona atea o di altro credo senza necessità di conversione, inoltre incoraggia la coppia ad esprimere liberamente la propria indole e tutti i caratteri della loro personalità anche durante la celebrazione del matrimonio, che segue pochissimi momenti codificati e lascia ampio spazio al canto e alla danza.

L’induismo invece non si è mai pronunciato in maniera negativa nei confronti delle coppie omosessuali che manifestano il desiderio di convivere e di sposarsi. In India si celebrano addirittura matrimoni religiosi in famiglia e le coppie omosessuali vivono tranquillamente all’interno di una struttura familiare tradizionale.

Per quanto riguarda invece l’islamismo, la strada da percorrere è ancora estremamente lunga: nella cultura islamica non vi è infatti nemmeno un concetto che possa corrispondere esattamente all’idea di omosessualità occidentale. Quel che è certo è che i rapporti omosessuali sono proibiti e che possono essere puniti con la morte se i due amanti vengono sorpresi da 4 uomini oppure 8 donne. Significa che se due persone si limitano a consumare rapporti omosessuali nell’ambiente privato delle loro case, non possono essere condannati dalla legge umana, anche se stanno commettendo un peccato molto grave rispetto a quanto scritto nelle pagine del Corano.

 

 

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